Vito Leonardo di Tonno (1660–1730)
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- 3 giorni fa
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Lo scolopio che disegnò il futuro tra fede, architettura e servizio

Nato a Turi nel settembre del 1660, Vito Leonardo di Tonno cresce in una famiglia semplice, figlio di mastro Francesco e Antonia La Sorella. La sua vicenda personale si intreccia presto
con quella dei Padri Scolopi, entrando giovanissimo nella Casa di San Domenico a Turi, dove riceve una formazione che unisce studio rigoroso, disciplina spirituale e senso profondo del servizio.
Dopo la vestizione e la professione religiosa, la sua vita prende una direzione che lo renderà una figura di spicco nel panorama scolopico del Mezzogiorno: l’architettura. Trasferitosi a Castelnuovo (l’odierna Manduria), Vito Leonardo di Tonno si distingue per capacità tecniche e sensibilità progettuale, tanto da essere ricordato dalle fonti come «architectus peritissimus».
Architettura come atto morale
Le opere che gli vengono attribuite – chiese, cappelle, edifici collegiali – non sono mai meri esercizi formali. In esse emerge una visione coerente: l’architettura come strumento educativo, come spazio ordinato in cui l’uomo può elevarsi spiritualmente e socialmente. Il Collegio delle Scuole Pie e la chiesa annessa a Castelnuovo rappresentano il cuore di questa concezione, un luogo in cui insegnamento, fede e comunità convivono.
Il suo stile risente del barocco napoletano, ma senza eccessi decorativi: equilibrio, proporzione e funzionalità prevalgono, riflettendo l’etica scolopica del “fare bene, senza ostentare”.
Carità, umiltà e rigore

Accanto all’attività architettonica, le fonti insistono su un tratto costante del suo carattere: la carità verso i poveri e gli infermi. Vito Leonardo di Tonno non accumula ricchezze, non trattiene compensi, ma destina quanto riceve alla costruzione delle fabbriche e all’aiuto dei bisognosi. La sua biografia restituisce l’immagine di un religioso coerente, distante da ambizioni personali, profondamente fedele alla Regola dell’Ordine.
Muore a Castelnuovo l’8 agosto 1730, lasciando dietro di sé edifici, allievi e una reputazione di uomo giusto, laborioso e integro. Ancora oggi, la sua figura rappresenta uno degli esempi più alti di come, nel Settecento pugliese, sapere tecnico e spiritualità potessero camminare insieme.
Fonti
– Inserto Padri Scolopi, il paese, aprile 2021
– Articolo di Pietro Antonio Logrillo
– Archivio delle Scuole Pie

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