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Comune di Turi

GRAMSCI E PERTINI

P.za Aldo Moro, 4, 70010 Turi BA, Italia

Il Carcere di Turi è uno dei luoghi più significativi della storia italiana del Novecento. Nato come convento mai completato, è oggi conosciuto soprattutto per aver ospitato Antonio Gramsci, che proprio qui scrisse gran parte dei celebri Quaderni del carcere.

La Casa di Reclusione di Turi è un imponente complesso monumentale che domina Piazza Aldo Moro. Ancora oggi istituto penitenziario attivo, rappresenta uno dei luoghi più importanti della memoria civile italiana.

L'edificio, esteso su oltre 6.600 metri quadrati, colpisce per le sue dimensioni e per l'eleganza dell'architettura ottocentesca, tanto da essere sottoposto a tutela ai sensi del Codice dei Beni Culturali.

Oltre al valore architettonico, il carcere occupa un posto centrale nella storia dell'antifascismo italiano. Tra le sue mura furono detenuti figure come Antonio Gramsci, Sandro Pertini e Francesco Lo Sardo, protagonisti della storia politica del Novecento.

STORIA

L'edificio venne progettato nella prima metà dell'Ottocento come nuovo monastero delle Monache Clarisse, destinato a sostituire il precedente convento ormai non più adeguato alla vita claustrale.

Il progetto fu affidato all'architetto Pesce e sorse sull'area occupata dall'antico orto del monastero di Santa Chiara. I lavori, inizialmente previsti in quattro anni, subirono però numerosi ritardi.

Nel 1866, quando il complesso era ormai quasi ultimato, le leggi di soppressione degli ordini religiosi del neonato Regno d'Italia portarono alla confisca dell'edificio, che non venne mai abitato dalle Clarisse.

La struttura fu così trasformata dapprima in istituto penale per persone con disabilità psichiche e fisiche e successivamente in Casa di Pena. Dal 1975 è ufficialmente una Casa di Reclusione, funzione che mantiene ancora oggi.

CURIOSITÀ

Tra il 1928 e il 1933, il Carcere di Turi ospitò Antonio Gramsci, uno dei maggiori intellettuali del Novecento e fondatore del Partito Comunista Italiano.

Fu proprio nella sua cella che Gramsci iniziò e sviluppò gran parte dei celebri Quaderni del carcere, una delle opere più influenti del pensiero politico contemporaneo, oggi studiata nelle università di tutto il mondo.

La cella nella quale fu detenuto è stata dichiarata Monumento Nazionale, rendendo il Carcere di Turi uno dei pochi istituti penitenziari italiani a custodire un luogo di tale valore storico e culturale.

Tra i detenuti illustri vi fu anche Sandro Pertini, futuro Presidente della Repubblica Italiana, simbolo della Resistenza e della democrazia italiana.

INFORMAZIONI PRATICHE

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