CHIESA DI SANTA CHIARA
Via Sedile, 46, 70010 Turi BA, Italia
Nel cuore del Borgo Antico di Turi, la Chiesa di Santa Chiara racconta oltre quattro secoli di storia, arte e spiritualità. Un luogo di grande fascino dove il silenzio della clausura, il pregio delle opere d'arte e l'eleganza dell'architettura barocca si fondono in un patrimonio unico, oggi restituito alla città come spazio di cultura e memoria.
Edificata tra il 1623 e il 1631 insieme all'omonimo monastero delle Clarisse, la Chiesa di Santa Chiara rappresenta uno dei più importanti complessi religiosi del Seicento turese. L'interno, a navata unica con cappelle laterali, è impreziosito da eleganti decorazioni in stucco, opere pittoriche di scuola napoletana e raffinati elementi scultorei.
Tra le testimonianze artistiche più significative spiccano la monumentale tela della Morte di Santa Chiara di Carlo Amalfi, le opere attribuite a Fedele Fischetti e le sculture marmoree della bottega dei fratelli Sanmartino.
Il complesso conserva inoltre uno degli elementi più caratteristici della vita claustrale: le antiche gelosie, grate lignee attraverso le quali le monache assistevano alle celebrazioni senza essere viste.
Oggi l'ex monastero ospita la Biblioteca Comunale e spazi dedicati ad attività culturali, mantenendo intatta l'atmosfera di raccoglimento che da sempre caratterizza questo luogo.
STORIA
La fondazione della chiesa e del monastero si deve ai fratelli Vittore ed Elia De Vittore, appartenenti a una delle più importanti famiglie nobiliari di Turi, che vollero donare alla comunità un monastero destinato alle monache Clarisse.
Per oltre due secoli il monastero rappresentò uno dei principali centri religiosi della città, fino alla soppressione degli ordini religiosi disposta dal Regno d'Italia nel XIX secolo.
Dopo alterne vicende, il complesso è stato recuperato e restaurato, trovando una nuova funzione pubblica senza perdere la propria identità storica e architettonica.
CURIOSITÀ
Le eleganti gelosie in legno dorato sono una delle rarità della chiesa. Attraverso queste grate le monache di clausura partecipavano alle celebrazioni senza essere viste, nel pieno rispetto della regola francescana.
Anche dopo oltre tre secoli, questi elementi originali raccontano uno degli aspetti più suggestivi della vita monastica del Seicento.

INFORMAZIONI PRATICHE
Tipologia: Chiesa storica e complesso monastico
Epoca: XVII secolo (1623-1631)
Stile: barocco
Accessibilità: visitabile durante gli orari di apertura della chiesa o in occasione di visite guidate
Durata: consigliata della visita 20-30 minuti
PERCHÈ VALE LA PENA FERMARSI
Per entrare in uno dei luoghi più affascinanti del Borgo Antico, dove arte, spiritualità e vita di clausura raccontano oltre quattro secoli di storia. La chiesa conserva eleganti stucchi, opere di scuola napoletana, sculture marmoree e la monumentale Morte di Santa Chiara di Carlo Amalfi. Ma sono soprattutto le antiche gelosie in legno dorato, dalle quali le Clarisse assistevano alle celebrazioni senza essere viste, a rendere questo luogo davvero speciale.
IL PUNTO MIGLIORE PER UNA FOTO
All’interno, lungo la navata, cercando di includere nell'inquadratura le antiche gelosie. È lo scatto che meglio racconta l'identità di Santa Chiara e permette di cogliere contemporaneamente la ricchezza barocca della chiesa e le tracce della sua storia monastica. Per l'esterno, invece, il punto migliore è dal sagrato, inquadrando il prospetto nel contesto del Borgo Antico.
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