CHIESA E GROTTA DI SANT'ORONZO
Via Rutigliano, 70010 Turi BA, Italia
Nel cuore di Turi si trova uno dei luoghi di culto più suggestivi della Puglia: una chiesa settecentesca costruita sopra un'antica grotta carsica, dove, secondo la tradizione, Sant'Oronzo visse e predicò. Un percorso che conduce dodici metri sotto terra tra fede, storia e arte.
La Chiesa di Sant'Oronzo custodisce uno dei luoghi più identitari della comunità turese. L'edificio, edificato nel XVIII secolo, protegge la grotta nella quale, secondo la Parodosis Oronziana, Sant'Oronzo trovò rifugio durante la sua opera di evangelizzazione della Japigia.
La facciata, imponente e caratterizzata dal tipico prospetto "a vento", introduce a un interno dalla pianta a croce greca. Il cuore della visita è l'elegante scalinata in pietra bianca con ringhiera in ferro battuto che conduce, dodici metri più in basso, nella grotta sacra.
Lungo il percorso si incontra la Cappella del Crocifisso, mentre la chiesa conserva tre preziosi altari con tele dedicate a Sant'Oronzo, San Pietro d'Alcantara e alla Vergine con San Giovanni da Capestrano e Sant'Andrea Avellino.
Nella grotta si apre uno degli ambienti più affascinanti del patrimonio storico di Turi, dove natura, spiritualità e arte convivono da secoli.
STORIA
La costruzione della chiesa è legata a un episodio che la tradizione colloca nel 1726, quando Sant'Oronzo apparve al frate francescano Fra Tommaso da Carbonara, chiedendo che il luogo fosse definitivamente consacrato perché destinato ad accogliere un numero sempre crescente di pellegrini.
L'anno successivo iniziarono i lavori con la realizzazione del cosiddetto lucernario, costruito per proteggere l'antico accesso alla grotta. Successivamente venne edificata la chiesa che ancora oggi domina il complesso.
La grotta, tuttavia, era già luogo di culto in epoca medievale. Secondo la tradizione, la sua riscoperta avvenne dopo la terribile peste del 1656-1658, che causò la morte di circa ottocento abitanti di Turi. Una giovane del paese avrebbe ricevuto da Sant'Oronzo l'indicazione del luogo dove il Santo avrebbe promesso la sua intercessione per la fine dell'epidemia.
Dopo un importante intervento di restauro, l'intero complesso è stato riaperto al culto nell'Anno Santo del 2000.
CURIOSITÀ
Il vero capolavoro della grotta non è soltanto la sua storia, ma anche il magnifico pavimento settecentesco, composto da 238 mattonelle maiolicate della celebre ceramica di Laterza. Ogni mattonella presenta decorazioni differenti, trasformando il pavimento in uno dei più importanti cataloghi ornamentali della produzione laertina della prima metà del Settecento.

INFORMAZIONI PRATICHE
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