Quando un dipinto torna a respirare.
- Turi BorgoAntico
- 6 giorni fa
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Il miracolo silenzioso di San Giuseppe Calasanzio e la memoria ritrovata degli Scolopi a Turi

Ci sono opere che non attendono soltanto un restauro, ma un ritorno. Tornano alla luce, tornano allo sguardo, tornano a parlare. A Turi, nella chiesa di San Domenico, una tela del Settecento ha ricominciato a respirare, restituendo alla città non solo un’immagine, ma una storia lunga secoli.
È la “Apparizione della Vergine a San Giuseppe Calasanzio”, opera datata 1749, oggi nuovamente visibile dopo un delicato intervento di restauro. Ma ciò che è accaduto la sera del 6 dicembre 2025 non è stato soltanto uno svelamento artistico: è stato un atto di riconciliazione tra passato e presente.

La chiesa, gremita, ha accolto il ritorno di un dipinto che per anni aveva portato i segni del tempo: strappi, oscuramenti, ridipinture, fragilità. Un’opera che rischiava di restare silenziosa. Invece, grazie alla famiglia Dell’Aera–Arrè, quel silenzio è stato interrotto da un gesto raro e prezioso: trasformare una ricorrenza familiare in un dono per tutta la comunità.
Un gesto che ha reso possibile quello che molti hanno definito, senza retorica, un “miracolo della cura”.
La tela raffigura San Giuseppe Calasanzio, fondatore delle Scuole Pie, circondato dai bambini, con la Vergine Maria che domina la scena. Non è una semplice apparizione miracolosa. È un manifesto educativo dipinto: Maria non è solo madre, ma prima maestra; il Bambino è al centro; Calasanzio indica la strada dell’educazione come forma di salvezza.
Nel dipinto, nulla è casuale. Alle spalle del Santo compare un giovane, forse il committente dell’opera, forse un benefattore legato alla Turi del Settecento. Un volto che osserva, discreto, come a ricordare che ogni opera nasce da una responsabilità umana prima ancora che artistica.
Il restauro, condotto con rigore scientifico, ha rivelato dettagli dimenticati, cromie più luminose, equilibri compositivi che il tempo aveva offuscato. Ha restituito dignità non solo alla Vergine e al Santo, ma all’intero racconto che la tela custodisce.
Durante la serata, i relatori hanno ricordato come la presenza degli Scolopi a Turi abbia rappresentato una svolta storica: l’arrivo delle prime Scuole Pie, l’alfabetizzazione dei bambini, la costruzione di una comunità fondata sull’istruzione come bene comune. Recuperare questa tela significa quindi recuperare l’idea stessa di educazione come atto d’amore civile.
Non è un caso che l’opera torni oggi a parlare. In un tempo che spesso dimentica, questo dipinto ricorda. In un’epoca che consuma, invita a custodire. In una società che corre, chiede di fermarsi a guardare.
Il restauro dell’“Apparizione” non chiude una storia: la riapre e affida alla città di Turi una responsabilità antica e sempre nuova: trasformare la memoria in futuro.
Crediti e fonti
Articolo originale di Giovanni Lerede, pubblicato su Il Paese, n. 335 – dicembre 2025.
Fotografie: Angelica De Tomaso
Evento: svelamento della tela restaurata, Chiesa di San Domenico – Turi, 6 dicembre 2025.





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