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Tra pietre e storie
di un borgo autentico
Scopri l’incanto del borgo antico di Turi, tra vicoli di pietra, piazze nascoste e storie secolari. Un percorso che ti porta indietro nel tempo, per vivere l’autenticità di un luogo ricco di cultura, tradizione e fascino.


Accòme a li óve d’i móneche
C’è sempre qualcuno, in paese, che le cerca così: perfette. Le vuole fresche, grosse, a buon prezzo… e già che ci siamo pure con due tuorli, ché non si sa mai. E allora parte quella frase che non è solo un modo di dire, ma una piccola sentenza popolare: “accòme a li óve d’i móneche”. Non serve spiegare altro, perché dentro ci sta già tutto — il sorriso, l’ironia, e pure una certa presa in giro bonaria verso chi dalla vita pretende troppo e troppo bene insieme.

TuriBorgoAntico
6 giorni faTempo di lettura: 2 min


Il Monastero che divenne Carcere
Fondato nel 1623, il Monastero delle Clarisse rappresentava per la comunità turese un centro spirituale e sociale di grande rilievo. Ma tutto cambia con l’arrivo dell’Ottocento e, soprattutto, con le trasformazioni legate all’Unità d’Italia.
Nel 1838 prende forma una decisione destinata a segnare il destino del complesso: la costruzione di un nuovo monastero. Un progetto ambizioso, che già l’anno successivo – il 3 maggio 1839 – vede la posa della prima pietra.

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7 giorni faTempo di lettura: 3 min


La Vinella’s Family
Ci sono storie che attraversano l’oceano.Storie che partono da un porto, cambiano cognome a Ellis Island e restano sospese per più di un secolo, in attesa di essere ritrovate.
Questa è una storia che comincia nel 1903.Da Turi, due fratelli — Giovanni e Giangiuseppe Vinella — si imbarcano a Napoli diretti verso l’America. Come tanti altri, inseguono il sogno di un riscatto economico, di un futuro diverso, di una dignità conquistata con il lavoro.

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27 marTempo di lettura: 3 min


Il fuoco che univa il paese
C’è stato un tempo in cui il silenzio della sera non era vuoto, ma pieno di voci. Un tempo in cui le strade del centro storico non conoscevano traffico, ma solo il rumore dei giochi dei bambini, le risate che rimbalzavano tra le pietre e le voci che riempivano il paese.
Era marzo. E nell’aria c’era già qualcosa che sapeva di primavera.
Le nonne sedevano fuori dalle porte di casa, con le sedie basse e lo scialle sulle spalle. Le mani non stavano mai ferme: lavoravano a magli

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23 marTempo di lettura: 3 min


I ragazzi di Turi e il sogno dell’educazione
Tra il 1630 e il 1718 Turi fu teatro di una rivoluzione silenziosa: ventinove giovani, figli di famiglie modeste, entrarono nell’Ordine delle Scuole Pie seguendo l’ideale educativo di San Giuseppe Calasanzio. La Casa degli Scolopi divenne un centro di istruzione e riscatto sociale, formando educatori, architetti e religiosi attivi nel Regno di Napoli. Un’eredità culturale ancora visibile, che testimonia come l’istruzione abbia cambiato il destino di una comunità.

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20 marTempo di lettura: 2 min


Il camposanto dei colerosi di Turi: memoria, pietà e comunità nel 1837
Nel 1837 il colera colpì duramente Turi, costringendo la comunità a una risposta rapida e organizzata. Nella valletta di via Castellana nacque il Camposanto dei colerosi, luogo separato e sorvegliato per le sepolture degli infetti. Artigiani, amministratori e farmacisti collaborarono per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Anche dopo la fine dell’epidemia, il sito restò vivo nella memoria collettiva, ricordato ogni 2 novembre come segno di pietà, responsabilità civile e solid

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13 marTempo di lettura: 3 min


Il rito della Quagghiète
Ci sono parole che non si trovano nei menu.Non sono scritte sulle lavagne dei ristoranti, non compaiono nei food blog, non si fotografano con leggerezza.
La quagghiete è una di quelle.
Non era una ricetta.Era un momento.Un tempo sospeso tra la cucina e la campagna, tra la povertà e la dignità, tra il bisogno e la cura.
Quando non si andava in campagna, “c’era tempo per la quagghiete”.E questa frase, da sola, racconta un mondo.

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2 marTempo di lettura: 3 min


Stangachiàzze
A Turi, stangachiàzze indica chi “stanca la piazza”, sempre lì seduto o in piedi a osservare. Non solo un perdigiorno, ma una figura ironica e identitaria del borgo: custode del tempo lento, della memoria e della vita condivisa. Una parola dialettale che racconta l’anima della piazza e il valore dell’appartenenza.

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27 febTempo di lettura: 3 min


Volti di pietra contro il male: le maschere apotropaiche di Turi
A Turi sopravvivono circa trenta maschere apotropaiche, volti umani scolpiti su archi, portoni e finestre con funzione protettiva contro spiriti avversi e malocchio. Realizzate soprattutto tra gli anni Dieci e Venti del Novecento, presentano espressioni grottesche pensate per spaventare il male. Oggi molte sono degradate, ma restano preziose testimonianze dell’immaginario popolare e dell’identità storica del paese.

TuriBorgoAntico
23 febTempo di lettura: 3 min


Turi e TuriBorgoAntico con la Puglia al BIT di Milano
Alla BIT di Milano, nello stand della Regione Puglia, è stata presentata l’iniziativa “Cuori di Sapori”, parte del percorso strategico di Turi Borgo Antico affidato a Graf Srl.
Il progetto ha attivato una piattaforma integrata – web, app, social, Exclusive Card con 33.480 contatti, strumenti outdoor e offerte commerciali – con l’obiettivo di trasformare Turi in una destinazione strutturata.
“Cuori di Sapori” rappresenta la leva identitaria enogastronomica di questo

Francesca Colombo
13 febTempo di lettura: 3 min


“Jèje figghie alla gaddìna bianghe”
“Jèje figghie alla gaddìna bianghe” è un modo di dire del dialetto di Turi che indica chi gode di privilegi o attenzioni particolari. L’espressione affonda le radici nella locuzione latina gallinae filius albae e in una leggenda legata a Livia Drusilla, moglie di Augusto, per cui una gallina bianca era simbolo di buon auspicio. Il dialetto trasforma così una storia antica in ironia popolare e memoria collettiva.

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13 febTempo di lettura: 1 min


Un segreto di zucchero tra chiostri e silenzi
Le Tette delle Monache raccontano una storia di grazia e tecnica, di mani attente e tempo lento, nata dietro le grate dei conventi del Sud Italia. Ad Altamura, le suore perfezionavano impasti leggeri e creme vellutate, dando forma a soffici cupole di pan di Spagna farcite e appena velate di zucchero a velo. Oggi questo dolce è simbolo della Puglia autentica: un frammento di memoria in cui la dolcezza nasce dalla misura, dalla cura e dal silenzio.

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6 febTempo di lettura: 2 min


Meh: l’espressione multifunzionale del parlato pugliese
“Meh” nel contesto pugliese non è tanto una parola con un significato fisso, quanto un’unità espressiva flessibile, capace di veicolare molti significati con una sola tonalità di voce — un po’ come uno sguardo, un’alzata di spalle o un’espressione del viso, ma verbalizzata. Questa qualità lo rende un tratto distintivo della comunicazione quotidiana, non solo nei dialetti, ma anche nella cultura popolare contemporanea.

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6 febTempo di lettura: 2 min


Un anno di tradizioni, incontri e festa
Turi vive di una continua successione di eventi che, nel corso dell’anno, raccontano tradizioni, comunità e identità. Sagre, feste popolari, appuntamenti culturali e momenti di convivialità trasformano il borgo in uno spazio vivo e condiviso, dove ogni stagione porta con sé nuove occasioni di incontro e racconto del territorio.

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6 febTempo di lettura: 3 min


La focaccia a sfoglie di Turi...Fecàzze a sfuègghie
A Turi la Fecàzze a sfuègghie è più di una focaccia: è un rito. Nata povera, fatta di farina, acqua e olio in abbondanza, si distingue per la sfogliatura a libro che crea strati croccanti e morbidi. Preparata nei giorni di festa e cotta nel forno a legna, è simbolo di un sapere contadino antico, oggi quasi dimenticato, ma capace ancora di raccontare l’identità e la memoria viva del territorio.

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30 genTempo di lettura: 3 min


Quando un dipinto torna a respirare.
Una tela del 1749 torna a vivere a Turi. L’“Apparizione della Vergine a San Giuseppe Calasanzio”, restaurata grazie alla famiglia Dell’Aera–Arrè, è stata svelata il 6 dicembre 2025 nella chiesa di San Domenico. Non solo un recupero artistico, ma un atto di memoria collettiva che restituisce alla città la storia degli Scolopi e il valore dell’educazione come bene comune.

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9 genTempo di lettura: 2 min


Giovanni Maria Sabino, il suono che nasce a Turi e attraversa Napoli
Giovanni Maria Sabino (1588–1649), nato a Turi, è una figura chiave della nascente Scuola musicale napoletana. Compositore e sacerdote, visse il passaggio dal Rinascimento al Barocco, unendo rigore liturgico e intensa espressività. I suoi mottetti, salmi e cantate dialogano con la grande musica europea del Seicento. Oggi la sua opera rivive grazie all’Ensemble barocco “Giovanni Maria Sabino”, che restituisce voce a una musica di profonda bellezza.

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7 genTempo di lettura: 2 min


L’evoluzione urbanistica di Turi: tra castello, mura e borghi
Evoluzione urbanistica di Turi

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12 dic 2025Tempo di lettura: 2 min


PRESENTAZIONE DEL PROGETTO “TuriBorgoAntico”
Verso una nuova strategia di valorizzazione e sviluppo turistico del territorio di Turi

TuriBorgoAntico
27 ott 2025Tempo di lettura: 1 min


Il convento di Santa Chiara a Turi: storia, segreti e tradizioni di un tesoro nascosto
Il convento di Santa Chiara a Turi, oggi Biblioteca Comunale, racconta secoli di storia e tradizione. Fondato nel 1623, ospitava le suore clarisse, impegnate in preghiera, artigianato e cucina, dove nacquero ricette tradizionali come la faldacchea di Turi, oggi Presidio Slow Food. Il complesso resta simbolo di devozione, lavoro e sapienza femminile nel borgo turese.

TuriBorgoAntico
19 ott 2025Tempo di lettura: 2 min
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