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Chiesa di Santa Chiara a Turi: il segreto delle Clarisse e l’opera dei Sanmartino

Una facciata sobria che nasconde un tesoro

Nel cuore del centro storico di Turi, dietro la semplice facciata in pietra della Chiesa di Santa Chiara, si cela un patrimonio di arte e spiritualità unico in Puglia. Fondata nel 1623 per volontà dei fratelli Elia e Vittore de Vittore, la chiesa nacque insieme al convento delle Clarisse, che qui condussero per secoli una vita di clausura, preghiera e lavoro.


Il complesso monastico, tra Seicento e Settecento, divenne un punto vitale per la comunità: le suore gestivano terre, rendite e attività, intrecciando silenziosamente la loro vita con quella del borgo.

“Facciata in pietra della Chiesa di Santa Chiara a Turi, esempio di architettura sobria seicentesca nel centro storico del borgo pugliese.”

L’opera marmorea dei fratelli Sanmartino

La vera sorpresa si svela una volta varcata la soglia: dietro l’altare maggiore emerge una straordinaria ancona marmorea settecentesca, attribuita ai fratelli napoletani Gennaro e Giuseppe Sanmartino.


Il nome di Giuseppe Sanmartino risuona forte nella storia dell’arte: è lo scultore del celebre Cristo velato nella Cappella Sansevero a Napoli. A Turi, insieme al fratello Gennaro, ha realizzato un’opera che stupisce per raffinatezza ed equilibrio scenico. L’ancona, con colonne, cornici, nicchie e rilievi, non è un semplice fondale liturgico, ma una vera architettura sacra in marmo che dona solennità e luce alla statua di Santa Chiara.


Particolare del paliotto con rilievo (“Gloria di Santa Chiara”) e specchiature marmoree policrome. “Il paliotto decorato e il clipeo raffigurante la Gloria di Santa Chiara, attribuiti a Giuseppe Sanmartino.” “Dettaglio del paliotto marmoreo policromo con rilievo della Gloria di Santa Chiara, attribuito a Giuseppe Sanmartino”

Il paliotto e la “Gloria di Santa Chiara”

Davanti all’altare, un’altra gemma: il paliotto marmoreo, decorato con specchiature di pietre preziose e arricchito dal rilievo della Gloria di Santa Chiara. Quest’opera, attribuita ancora a Giuseppe Sanmartino, rivela la mano inconfondibile di chi seppe trasformare il marmo in un materiale vibrante e dinamico.


Santa Chiara tra clausura e bellezza

Passeggiando nella navata della chiesa si percepisce ancora l’atmosfera intima della clausura: qui le monache pregavano e lavoravano, custodendo la loro devozione lontano dagli occhi del mondo. Eppure, dietro la loro vita nascosta, lasciarono un tesoro artistico che oggi possiamo ammirare.

La Chiesa di Santa Chiara a Turi è oggi un luogo che unisce memoria religiosa e arte barocca. Un piccolo scrigno che dimostra come anche in un borgo raccolto della Puglia possa brillare un frammento della grande tradizione artistica napoletana.


Perché visitare la Chiesa di Santa Chiara a Turi

• Per scoprire il legame tra Turi e i celebri fratelli Sanmartino.

• Per ammirare un’opera marmorea che dialoga idealmente con il Cristo velato di Napoli.

• Per respirare l’atmosfera suggestiva di un convento che per secoli ha custodito fede e arte.


👉 La prossima volta che passerai da Turi, non fermarti solo alla facciata: entra e lasciati sorprendere dal capolavoro nascosto delle Clarisse.



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