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Scopri CherryLove, il liquore alla ciliegia ferrovia



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Tra pietre e storie
di un borgo autentico
Scopri l’incanto del borgo antico di Turi, tra vicoli di pietra, piazze nascoste e storie secolari. Un percorso che ti porta indietro nel tempo, per vivere l’autenticità di un luogo ricco di cultura, tradizione e fascino.


Cazzacàrne
Seduti fuori dalla porta di casa, nelle sere d'estate, gli anziani di Turi osservavano il mondo passare lentamente. Bastava poco per commentare una persona: un gesto, una risposta pronta, il modo di affrontare una difficoltà o di uscire da una situazione complicata.
E quando qualcuno riusciva a cavarsela dove altri si sarebbero fermati, capitava di sentire una frase che oggi strappa ancora un sorriso:
«Cùdde iè nu cazzacàrne.»

TuriBorgoAntico
26 giuTempo di lettura: 2 min


Quando arriva la papagna
Nel dialetto turese esistono termini che sembrano semplici, quasi banali, eppure custodiscono storie sorprendenti. Sono parole nate dalla vita quotidiana, dal lavoro nei campi, dalle abitudini delle famiglie e da quel sapere popolare che per secoli è stato tramandato senza libri, ma attraverso i racconti degli anziani.

TuriBorgoAntico
18 giuTempo di lettura: 2 min


Quando arriva Polùcce: il sonno che parla in dialetto
Avà rrevéte Polùcce… e già lo senti arrivare prima ancora che qualcuno lo dica, come una presenza che si infila tra una parola e l’altra, tra uno sbadiglio trattenuto e una frase lasciata a metà, mentre la sera si allunga e le luci diventano più morbide, e gli occhi – piano, senza chiedere permesso – iniziano a cedere, a velarsi, a chiudersi quel tanto che basta per farti capire che ormai è questione di un attimo: sta arrivando, è dietro l’angolo, è già qui

TuriBorgoAntico
21 aprTempo di lettura: 3 min


Accòme a li óve d’i móneche
C’è sempre qualcuno, in paese, che le cerca così: perfette. Le vuole fresche, grosse, a buon prezzo… e già che ci siamo pure con due tuorli, ché non si sa mai. E allora parte quella frase che non è solo un modo di dire, ma una piccola sentenza popolare: “accòme a li óve d’i móneche”. Non serve spiegare altro, perché dentro ci sta già tutto — il sorriso, l’ironia, e pure una certa presa in giro bonaria verso chi dalla vita pretende troppo e troppo bene insieme.

TuriBorgoAntico
8 aprTempo di lettura: 2 min


Stangachiàzze
A Turi, stangachiàzze indica chi “stanca la piazza”, sempre lì seduto o in piedi a osservare. Non solo un perdigiorno, ma una figura ironica e identitaria del borgo: custode del tempo lento, della memoria e della vita condivisa. Una parola dialettale che racconta l’anima della piazza e il valore dell’appartenenza.

TuriBorgoAntico
27 febTempo di lettura: 3 min


“Jèje figghie alla gaddìna bianghe”
“Jèje figghie alla gaddìna bianghe” è un modo di dire del dialetto di Turi che indica chi gode di privilegi o attenzioni particolari. L’espressione affonda le radici nella locuzione latina gallinae filius albae e in una leggenda legata a Livia Drusilla, moglie di Augusto, per cui una gallina bianca era simbolo di buon auspicio. Il dialetto trasforma così una storia antica in ironia popolare e memoria collettiva.

TuriBorgoAntico
13 febTempo di lettura: 1 min


Meh: l’espressione multifunzionale del parlato pugliese
“Meh” nel contesto pugliese non è tanto una parola con un significato fisso, quanto un’unità espressiva flessibile, capace di veicolare molti significati con una sola tonalità di voce — un po’ come uno sguardo, un’alzata di spalle o un’espressione del viso, ma verbalizzata. Questa qualità lo rende un tratto distintivo della comunicazione quotidiana, non solo nei dialetti, ma anche nella cultura popolare contemporanea.

TuriBorgoAntico
6 febTempo di lettura: 2 min
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