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Vieni a raccogliere le ciliegie?
🍒 Le ciliegie sono pronte. Tu? Tra pochi giorni si entra tra i filari, si raccolgono a mano e si vive Turi per davvero. Campagna, sapori e luoghi che raccontano una storia. 🔥 Posti limitati. Non aspettare che sia troppo tardi. 📩 Prenota ora.



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Tra pietre e storie
di un borgo autentico
Scopri l’incanto del borgo antico di Turi, tra vicoli di pietra, piazze nascoste e storie secolari. Un percorso che ti porta indietro nel tempo, per vivere l’autenticità di un luogo ricco di cultura, tradizione e fascino.


Cazzacàrne
Seduti fuori dalla porta di casa, nelle sere d'estate, gli anziani di Turi osservavano il mondo passare lentamente. Bastava poco per commentare una persona: un gesto, una risposta pronta, il modo di affrontare una difficoltà o di uscire da una situazione complicata.
E quando qualcuno riusciva a cavarsela dove altri si sarebbero fermati, capitava di sentire una frase che oggi strappa ancora un sorriso:
«Cùdde iè nu cazzacàrne.»

TuriBorgoAntico
26 giuTempo di lettura: 2 min


Quando arriva la papagna
Nel dialetto turese esistono termini che sembrano semplici, quasi banali, eppure custodiscono storie sorprendenti. Sono parole nate dalla vita quotidiana, dal lavoro nei campi, dalle abitudini delle famiglie e da quel sapere popolare che per secoli è stato tramandato senza libri, ma attraverso i racconti degli anziani.

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18 giuTempo di lettura: 2 min


Quando il tempo prende forma: la torre di San Giovanni e la misura di un paese
Alla fine dell’Ottocento, questa domanda attraversa il Consiglio comunale, entra nei dibattiti, si insinua tra le carte e le perizie. Il sindaco Nicola Orlandi lo dice chiaramente: un paese civile ha bisogno di un’opera utile, ma anche decorosa, capace di appartenere a tutti. L’idea iniziale guarda al Palazzo Municipale, immaginando un orologio che si integri alla sua architettura, quasi a voler fissare il tempo dentro il luogo delle decisioni.

TuriBorgoAntico
12 giuTempo di lettura: 2 min


Ferrovia — la regina che nasce dalla terra
A Turi è molto più di una varietà. È identità. È la ciliegia che ha attraversato il tempo, una delle più antiche, quella che ancora oggi definisce l’immaginario del territorio.
Il suo nome si muove tra racconto e realtà. C’è chi dice che la pianta madre sia stata trovata accanto ai binari, e chi invece lega il nome alla sua straordinaria capacità di resistere al viaggio, quando i primi trasporti avvenivano proprio su rotaia. In entrambi i casi, resta un’immagine forte: una c

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4 giuTempo di lettura: 2 min


Grace Star — l’eleganza che si afferma
Non tutte le innovazioni fanno rumore. Alcune arrivano con passo leggero e, stagione dopo stagione, trovano spazio fino a diventare presenza stabile. La Grace Star è una di queste.
Varietà recente nel panorama cerasicolo di Turi, sta conquistando terreno grazie a una combinazione rara: equilibrio visivo, affidabilità agronomica e una naturale predisposizione all’adattamento. La pezzatura richiama quella della Ferrovia, piena e generosa, ma la consistenza è diversa — meno rig

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28 magTempo di lettura: 2 min


Giorgia — la misura silenziosa dell’equilibrio
Tra le varietà che hanno trovato casa a Turi, la Giorgia non alza mai la voce. Non ha bisogno di anticipare né di arrivare per ultima. Si colloca in un tempo preciso, fatto di maturità e stabilità, dove ogni elemento sembra trovare il proprio posto.
Il suo punto di forza non è solo nel sapore, ma nella struttura. La buccia è robusta, la consistenza croccante, capace di resistere dove altre cedono. È una ciliegia che non si spacca, che mantiene integrità anche quando le condi

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20 magTempo di lettura: 1 min


Bigarreau Moreau — il primo respiro della stagione
Arriva quando il ritmo dei campi non è ancora pienamente compiuto, quando i colori sono in equilibrio tra attesa e maturazione. La Bigarreau Moreau è la prima voce a rompere il silenzio della stagione cerasicola di Turi, un segnale discreto ma deciso che qualcosa sta cambiando.
Il suo rosso non è ancora profondo come quello delle varietà più tardive, ma ha una luce propria, viva, quasi impaziente. È una ciliegia che si lascia guardare prima ancora di essere raccolta: frutti

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15 magTempo di lettura: 2 min


Radici che attraversano il mare
Nel 2004 Gary arriva a Turi insieme a sua moglie Margot. Non è un turista, non è un semplice visitatore: è un uomo che cerca. Cerca risposte, volti, tracce. Cerca di dare un senso a una storia che per anni è stata fatta più di supposizioni che di certezze. Ad accoglierlo ci sono mani familiari, quelle della cugina Maria e di suo marito Franco Cannataro, custodi inconsapevoli di un pezzo di quel passato.
Quando varca la soglia della casa dei nonni, in via Nardelli 11, il temp

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8 magTempo di lettura: 3 min


Quando arriva Polùcce: il sonno che parla in dialetto
Avà rrevéte Polùcce… e già lo senti arrivare prima ancora che qualcuno lo dica, come una presenza che si infila tra una parola e l’altra, tra uno sbadiglio trattenuto e una frase lasciata a metà, mentre la sera si allunga e le luci diventano più morbide, e gli occhi – piano, senza chiedere permesso – iniziano a cedere, a velarsi, a chiudersi quel tanto che basta per farti capire che ormai è questione di un attimo: sta arrivando, è dietro l’angolo, è già qui

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21 aprTempo di lettura: 3 min


Vito Leonardo di Tonno (1660–1730)
Vito Leonardo di Tonno (1660–1730), nato a Turi, entrò giovanissimo tra i Padri Scolopi, unendo formazione spirituale e sapere tecnico. Trasferitosi a Castelnuovo (Manduria), si affermò come architetto di grande valore, ricordato come architectus peritissimus. Le sue opere riflettono un’architettura sobria e funzionale, intesa come strumento educativo. Uomo di carità e rigore, destinò ogni risorsa ai poveri e alle fabbriche dell’Ordine.

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15 aprTempo di lettura: 2 min


Dove fiorisce la memoria: la Passeggiata tra i ciliegi in fiore di Turi
C’è un momento, tra la fine dell’inverno e il respiro pieno della primavera, in cui la campagna intorno a Turi si trasforma in un paesaggio sospeso. I ciliegi si accendono di bianco, l’aria si fa più leggera e il tempo sembra rallentare, come se attendesse qualcosa. È proprio in questo spazio, fragile e luminoso, che ogni anno prende vita la “Passeggiata tra i ciliegi in fiore”, un rito collettivo che va oltre l’evento e diventa memoria condivisa.

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14 aprTempo di lettura: 2 min


Accòme a li óve d’i móneche
C’è sempre qualcuno, in paese, che le cerca così: perfette. Le vuole fresche, grosse, a buon prezzo… e già che ci siamo pure con due tuorli, ché non si sa mai. E allora parte quella frase che non è solo un modo di dire, ma una piccola sentenza popolare: “accòme a li óve d’i móneche”. Non serve spiegare altro, perché dentro ci sta già tutto — il sorriso, l’ironia, e pure una certa presa in giro bonaria verso chi dalla vita pretende troppo e troppo bene insieme.

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8 aprTempo di lettura: 2 min


Il Monastero che divenne Carcere
Fondato nel 1623, il Monastero delle Clarisse rappresentava per la comunità turese un centro spirituale e sociale di grande rilievo. Ma tutto cambia con l’arrivo dell’Ottocento e, soprattutto, con le trasformazioni legate all’Unità d’Italia.
Nel 1838 prende forma una decisione destinata a segnare il destino del complesso: la costruzione di un nuovo monastero. Un progetto ambizioso, che già l’anno successivo – il 3 maggio 1839 – vede la posa della prima pietra.

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7 aprTempo di lettura: 3 min


Le celle della storia
Dietro le sue mura austere, nel corso del Novecento, sono passati uomini molto diversi tra loro: intellettuali perseguitati dal regime, aristocratici protagonisti di scandali, criminali finiti sulle prime pagine dei giornali e figure che, negli anni successivi, sarebbero diventate protagoniste della storia italiana.
Il carcere di Turi è stato infatti, per lungo tempo, un luogo di detenzione particolarmente duro, destinato anche ai detenuti politici durante il regime fascista

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1 aprTempo di lettura: 3 min


La Vinella’s Family
Ci sono storie che attraversano l’oceano.Storie che partono da un porto, cambiano cognome a Ellis Island e restano sospese per più di un secolo, in attesa di essere ritrovate.
Questa è una storia che comincia nel 1903.Da Turi, due fratelli — Giovanni e Giangiuseppe Vinella — si imbarcano a Napoli diretti verso l’America. Come tanti altri, inseguono il sogno di un riscatto economico, di un futuro diverso, di una dignità conquistata con il lavoro.

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27 marTempo di lettura: 3 min


Il fuoco che univa il paese
C’è stato un tempo in cui il silenzio della sera non era vuoto, ma pieno di voci. Un tempo in cui le strade del centro storico non conoscevano traffico, ma solo il rumore dei giochi dei bambini, le risate che rimbalzavano tra le pietre e le voci che riempivano il paese.
Era marzo. E nell’aria c’era già qualcosa che sapeva di primavera.
Le nonne sedevano fuori dalle porte di casa, con le sedie basse e lo scialle sulle spalle. Le mani non stavano mai ferme: lavoravano a magli

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23 marTempo di lettura: 3 min


I ragazzi di Turi e il sogno dell’educazione
Tra il 1630 e il 1718 Turi fu teatro di una rivoluzione silenziosa: ventinove giovani, figli di famiglie modeste, entrarono nell’Ordine delle Scuole Pie seguendo l’ideale educativo di San Giuseppe Calasanzio. La Casa degli Scolopi divenne un centro di istruzione e riscatto sociale, formando educatori, architetti e religiosi attivi nel Regno di Napoli. Un’eredità culturale ancora visibile, che testimonia come l’istruzione abbia cambiato il destino di una comunità.

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20 marTempo di lettura: 2 min


La Croce, dove il paese si ferma e ricorda
La Croce di via Rutigliano a Turi è una grande edicola votiva ottocentesca che per secoli ha segnato l’ingresso al paese e il passaggio simbolico tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Restaurata nel 1994, ruotata e ricollocata già negli anni Trenta, conserva forme neogotiche ispirate ai portali delle cattedrali. Oggi rappresenta il cuore identitario del rione della Croce e un luogo urbano da valorizzare.

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16 marTempo di lettura: 3 min


Il camposanto dei colerosi di Turi: memoria, pietà e comunità nel 1837
Nel 1837 il colera colpì duramente Turi, costringendo la comunità a una risposta rapida e organizzata. Nella valletta di via Castellana nacque il Camposanto dei colerosi, luogo separato e sorvegliato per le sepolture degli infetti. Artigiani, amministratori e farmacisti collaborarono per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Anche dopo la fine dell’epidemia, il sito restò vivo nella memoria collettiva, ricordato ogni 2 novembre come segno di pietà, responsabilità civile e solid

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13 marTempo di lettura: 3 min


Casino Gonnelli... la Casa di Bacco, dove il viaggio diventava incontro
Il Casino Gonnelli, alle porte di Turi, è un raro esempio di residenza di campagna pensata per la sosta e l’ospitalità. Affacciato sulla strada per Noci, si distingue dalle masserie tradizionali per posizione e funzione. Un’iscrizione latina lo consacra come Casa di Bacco, luogo dove agli amici si offrivano vino, cibo e convivialità. Probabilmente locanda colta per viandanti, oggi rappresenta un prezioso patrimonio storico da valorizzare.

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9 marTempo di lettura: 3 min
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