Grace Star — l’eleganza che si afferma
- TuriBorgoAntico

- 2 giorni fa
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Non tutte le innovazioni fanno rumore. Alcune arrivano con passo leggero e, stagione dopo stagione, trovano spazio fino a diventare presenza stabile. La Grace Star è una di queste.
Varietà recente nel panorama cerasicolo di Turi, sta conquistando terreno grazie a una combinazione rara: equilibrio visivo, affidabilità agronomica e una naturale predisposizione all’adattamento. La pezzatura richiama quella della Ferrovia, piena e generosa, ma la consistenza è diversa — meno rigida, più accessibile, senza perdere qualità.
Dietro questa ciliegia c’è un lavoro preciso di ricerca. Introdotta grazie agli studi del genetista Lugli dell’Università di Bologna, la Grace Star rappresenta una nuova generazione varietale, capace di rispondere alle esigenze contemporanee della coltivazione.
Il nome, però, racconta un’altra storia. Grace Star porta con sé un omaggio elegante, quello a Grace Kelly. Una scelta che unisce scienza e immaginario, tecnica e bellezza, come a voler sottolineare che anche l’agricoltura può avere una sua forma di grazia.
Tra le sue caratteristiche più rilevanti c’è l’autofertilità: non necessita di altre varietà per l’impollinazione, a differenza della Ferrovia che richiede cultivar compatibili come la Forlì. È un dettaglio tecnico, ma decisivo. Significa maggiore autonomia per la pianta, maggiore stabilità produttiva, maggiore semplicità nella gestione dei ceraseti.
A questo si aggiunge un altro elemento non trascurabile: la resistenza al cracking. La Grace Star non si spacca facilmente, mantenendo integrità anche in condizioni climatiche più complesse. Una qualità che, nel tempo, si traduce in affidabilità.
Nel racconto delle ciliegie di Turi, la Grace Star non è un passaggio.È un segnale.
Quello di una terra che continua a evolversi, accogliendo il nuovo senza rinunciare alla propria identità.
Articolo a cura di Miriam Valentini, con il contributo tecnico dell’agronomo De Tomaso.




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