Dove fiorisce la memoria: la Passeggiata tra i ciliegi in fiore di Turi
- TuriBorgoAntico

- 2 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min

C’è un momento, tra la fine dell’inverno e il respiro pieno della primavera, in cui la campagna intorno a Turi si trasforma in un paesaggio sospeso. I ciliegi si accendono di bianco, l’aria si fa più leggera e il tempo sembra rallentare, come se attendesse qualcosa. È proprio in questo spazio, fragile e luminoso, che ogni anno prende vita la “Passeggiata tra i ciliegi in fiore”, un rito collettivo che va oltre l’evento e diventa memoria condivisa.

Non è una semplice manifestazione. È un gesto che si rinnova, anno dopo anno, grazie all’impegno silenzioso e appassionato dell’Associazione Mule del Carro di Sant’Oronzo, custode di un sapere antico fatto di mani, di attese, di preparativi che profumano di terra e di festa. Sono loro a chiamare a raccolta cocchieri, famiglie, curiosi e appassionati da tutto il territorio circostante, creando una carovana che non è mai solo movimento, ma racconto.
Arrivano da paesi vicini, con i loro calessi e traini, ciascuno diverso, ciascuno curato con una dedizione che si tramanda nel tempo. I finimenti brillano, i colori si rincorrono, le mule e i cavalli avanzano con passo elegante, quasi consapevoli di essere parte di qualcosa che li supera. E mentre il corteo attraversa la campagna, tra filari in fiore e strade bianche, si compone un’immagine che ha il sapore di un tempo che non vuole scomparire.
Accanto ai cocchieri, c’è sempre il paese. Ci sono le famiglie che seguono in bicicletta, i bambini che ridono senza fretta, gli sguardi che si incrociano senza bisogno di parole. È una giornata che appartiene a tutti, dove la natura non è sfondo ma presenza viva, e la convivialità diventa linguaggio comune.

La destinazione non è mai solo un luogo, ma un momento: l’aia di una masseria, spazio aperto e antico dove ci si ritrova. Qui il viaggio si scioglie in una festa semplice fatta di musica, giochi, tavole condivise. È il tempo della sosta, del racconto, della comunità che si riconosce.
In questa iniziativa c’è qualcosa di profondamente identitario. Non è spettacolo costruito, ma autenticità che resiste. È il racconto di un territorio che sceglie di mostrarsi per quello che è: fatto di relazioni, di stagioni, di gesti che si ripetono e, proprio per questo, restano vivi.
La “Passeggiata tra i ciliegi in fiore” è una di quelle cose belle che non si spiegano fino in fondo: si attraversano. E ogni volta, mentre i petali cadono leggeri e il rumore dei passi si mescola al silenzio della campagna, Turi ricorda a chi partecipa – e a chi osserva – che la sua identità non è solo storia, ma esperienza condivisa.
Fotografie gentilmente offerte da Fabio Zita




Commenti