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Vieni a raccogliere le ciliegie?
🍒 Le ciliegie sono pronte. Tu? Tra pochi giorni si entra tra i filari, si raccolgono a mano e si vive Turi per davvero. Campagna, sapori e luoghi che raccontano una storia. 🔥 Posti limitati. Non aspettare che sia troppo tardi. 📩 Prenota ora.



Vieni a raccogliere le ciliegie?
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Tra pietre e storie
di un borgo autentico
Scopri l’incanto del borgo antico di Turi, tra vicoli di pietra, piazze nascoste e storie secolari. Un percorso che ti porta indietro nel tempo, per vivere l’autenticità di un luogo ricco di cultura, tradizione e fascino.


Giorgia — la misura silenziosa dell’equilibrio
Tra le varietà che hanno trovato casa a Turi, la Giorgia non alza mai la voce. Non ha bisogno di anticipare né di arrivare per ultima. Si colloca in un tempo preciso, fatto di maturità e stabilità, dove ogni elemento sembra trovare il proprio posto.
Il suo punto di forza non è solo nel sapore, ma nella struttura. La buccia è robusta, la consistenza croccante, capace di resistere dove altre cedono. È una ciliegia che non si spacca, che mantiene integrità anche quando le condi

TuriBorgoAntico
3 giorni faTempo di lettura: 1 min


Quando arriva Polùcce: il sonno che parla in dialetto
Avà rrevéte Polùcce… e già lo senti arrivare prima ancora che qualcuno lo dica, come una presenza che si infila tra una parola e l’altra, tra uno sbadiglio trattenuto e una frase lasciata a metà, mentre la sera si allunga e le luci diventano più morbide, e gli occhi – piano, senza chiedere permesso – iniziano a cedere, a velarsi, a chiudersi quel tanto che basta per farti capire che ormai è questione di un attimo: sta arrivando, è dietro l’angolo, è già qui

TuriBorgoAntico
21 aprTempo di lettura: 3 min


Vito Leonardo di Tonno (1660–1730)
Vito Leonardo di Tonno (1660–1730), nato a Turi, entrò giovanissimo tra i Padri Scolopi, unendo formazione spirituale e sapere tecnico. Trasferitosi a Castelnuovo (Manduria), si affermò come architetto di grande valore, ricordato come architectus peritissimus. Le sue opere riflettono un’architettura sobria e funzionale, intesa come strumento educativo. Uomo di carità e rigore, destinò ogni risorsa ai poveri e alle fabbriche dell’Ordine.

TuriBorgoAntico
15 aprTempo di lettura: 2 min


Dove fiorisce la memoria: la Passeggiata tra i ciliegi in fiore di Turi
C’è un momento, tra la fine dell’inverno e il respiro pieno della primavera, in cui la campagna intorno a Turi si trasforma in un paesaggio sospeso. I ciliegi si accendono di bianco, l’aria si fa più leggera e il tempo sembra rallentare, come se attendesse qualcosa. È proprio in questo spazio, fragile e luminoso, che ogni anno prende vita la “Passeggiata tra i ciliegi in fiore”, un rito collettivo che va oltre l’evento e diventa memoria condivisa.

TuriBorgoAntico
14 aprTempo di lettura: 2 min


Il Monastero che divenne Carcere
Fondato nel 1623, il Monastero delle Clarisse rappresentava per la comunità turese un centro spirituale e sociale di grande rilievo. Ma tutto cambia con l’arrivo dell’Ottocento e, soprattutto, con le trasformazioni legate all’Unità d’Italia.
Nel 1838 prende forma una decisione destinata a segnare il destino del complesso: la costruzione di un nuovo monastero. Un progetto ambizioso, che già l’anno successivo – il 3 maggio 1839 – vede la posa della prima pietra.

TuriBorgoAntico
7 aprTempo di lettura: 3 min


Le celle della storia
Dietro le sue mura austere, nel corso del Novecento, sono passati uomini molto diversi tra loro: intellettuali perseguitati dal regime, aristocratici protagonisti di scandali, criminali finiti sulle prime pagine dei giornali e figure che, negli anni successivi, sarebbero diventate protagoniste della storia italiana.
Il carcere di Turi è stato infatti, per lungo tempo, un luogo di detenzione particolarmente duro, destinato anche ai detenuti politici durante il regime fascista

TuriBorgoAntico
1 aprTempo di lettura: 3 min


La Vinella’s Family
Ci sono storie che attraversano l’oceano.Storie che partono da un porto, cambiano cognome a Ellis Island e restano sospese per più di un secolo, in attesa di essere ritrovate.
Questa è una storia che comincia nel 1903.Da Turi, due fratelli — Giovanni e Giangiuseppe Vinella — si imbarcano a Napoli diretti verso l’America. Come tanti altri, inseguono il sogno di un riscatto economico, di un futuro diverso, di una dignità conquistata con il lavoro.

TuriBorgoAntico
27 marTempo di lettura: 3 min


Il fuoco che univa il paese
C’è stato un tempo in cui il silenzio della sera non era vuoto, ma pieno di voci. Un tempo in cui le strade del centro storico non conoscevano traffico, ma solo il rumore dei giochi dei bambini, le risate che rimbalzavano tra le pietre e le voci che riempivano il paese.
Era marzo. E nell’aria c’era già qualcosa che sapeva di primavera.
Le nonne sedevano fuori dalle porte di casa, con le sedie basse e lo scialle sulle spalle. Le mani non stavano mai ferme: lavoravano a magli

TuriBorgoAntico
23 marTempo di lettura: 3 min


Stangachiàzze
A Turi, stangachiàzze indica chi “stanca la piazza”, sempre lì seduto o in piedi a osservare. Non solo un perdigiorno, ma una figura ironica e identitaria del borgo: custode del tempo lento, della memoria e della vita condivisa. Una parola dialettale che racconta l’anima della piazza e il valore dell’appartenenza.

TuriBorgoAntico
27 febTempo di lettura: 3 min


Confessioni di un’italo-americana
Doreen italo-americana in cerca delle sue radici

TuriBorgoAntico
20 febTempo di lettura: 3 min


TURI ALL'EDIZIONE 2026 DEL BIT DI MILANO
Presentato allo stand della Regione Puglia il percorso strategico affidato a Graf Srl: Turi si struttura come destinazione e si prepara alla DMO con un progetto: Cuor di Sapori Milano, Borsa
Internazionale del Turismo – il 12 febbraio, presso lo stand istituzionale della Regione Puglia, è stata presentata l’iniziativa “Cuori di Sapori”, progetto che si inserisce all’interno di un più ampio percorso di strutturazione territoriale avviato con il brand TuriBorgoAntico.

TuriBorgoAntico
16 febTempo di lettura: 1 min


Turi e TuriBorgoAntico con la Puglia al BIT di Milano
Alla BIT di Milano, nello stand della Regione Puglia, è stata presentata l’iniziativa “Cuori di Sapori”, parte del percorso strategico di Turi Borgo Antico affidato a Graf Srl.
Il progetto ha attivato una piattaforma integrata – web, app, social, Exclusive Card con 33.480 contatti, strumenti outdoor e offerte commerciali – con l’obiettivo di trasformare Turi in una destinazione strutturata.
“Cuori di Sapori” rappresenta la leva identitaria enogastronomica di questo

Francesca Colombo
13 febTempo di lettura: 3 min


“Jèje figghie alla gaddìna bianghe”
“Jèje figghie alla gaddìna bianghe” è un modo di dire del dialetto di Turi che indica chi gode di privilegi o attenzioni particolari. L’espressione affonda le radici nella locuzione latina gallinae filius albae e in una leggenda legata a Livia Drusilla, moglie di Augusto, per cui una gallina bianca era simbolo di buon auspicio. Il dialetto trasforma così una storia antica in ironia popolare e memoria collettiva.

TuriBorgoAntico
13 febTempo di lettura: 1 min


Meh: l’espressione multifunzionale del parlato pugliese
“Meh” nel contesto pugliese non è tanto una parola con un significato fisso, quanto un’unità espressiva flessibile, capace di veicolare molti significati con una sola tonalità di voce — un po’ come uno sguardo, un’alzata di spalle o un’espressione del viso, ma verbalizzata. Questa qualità lo rende un tratto distintivo della comunicazione quotidiana, non solo nei dialetti, ma anche nella cultura popolare contemporanea.

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6 febTempo di lettura: 2 min


Un anno di tradizioni, incontri e festa
Turi vive di una continua successione di eventi che, nel corso dell’anno, raccontano tradizioni, comunità e identità. Sagre, feste popolari, appuntamenti culturali e momenti di convivialità trasformano il borgo in uno spazio vivo e condiviso, dove ogni stagione porta con sé nuove occasioni di incontro e racconto del territorio.

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6 febTempo di lettura: 3 min


Dietro le grate, la vita
Dietro le grate del monastero di Santa Chiara a Turi, nel Seicento segnato da peste, carestie e povertà, la vita delle Clarisse si consuma tra fame, silenzio e disciplina. La Santa Visita del 1659 rivela conti in rosso, rendite perdute e vitto ridotto al minimo. Tra doti onerose, malattie e clausura sempre più rigida, le monache resistono: una comunità fragile ma tenace, che trasforma la privazione in testimonianza silenziosa.

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2 febTempo di lettura: 3 min


Oronzo De Carolis. Quando un paese cercò un segno
Nel primo dopoguerra, una Turi ferita cercò segni più che risposte. Oronzo De Carolis, uomo semplice e devoto, disse di ascoltare Sant’Oronzo nella grotta sotto la chiesa. Attorno a lui nacque un’attesa collettiva fatta di speranza, visioni ed eccessi. La Chiesa e le autorità intervennero. Non fu inganno, ma fede portata al limite: lo specchio di un’intera comunità in cerca di senso.

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27 genTempo di lettura: 2 min


Sant’Oronzo a Turi: tre secoli di devozione, tra grotta, visioni e storia viva
Nel cuore della Puglia, a Turi, la devozione per Sant’Oronzo nasce da una grotta e attraversa tre secoli di storia. Dal 1726, con l’apparizione a Fra’ Tommaso da Carbonara, il culto si struttura tra fede popolare e riconoscimento ufficiale. La Distinta Relazione del 1757, la costruzione della chiesa e le vicende novecentesche di Oronzo De Carolis raccontano una devozione viva, complessa, ancora oggi identitaria.

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23 genTempo di lettura: 3 min


Il più giovane dei Caduti. Bersagliere Giuseppe Fortunato (Turi, 24 settembre 1899 – Monte Corno, 4 marzo 1918)
nacque a Turi nel 1899 e morì a soli 18 anni sul Monte Corno, il 4 marzo 1918. Contadino, figlio di una famiglia semplice, fu chiamato alle armi giovanissimo e assegnato ai Bersaglieri. La sua vita si spezzò tra gelo, fango e combattimenti della Grande Guerra. Ricordarlo significa dare voce a una generazione sacrificata troppo presto e custodire una memoria che appartiene a tutta la comunità.

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16 genTempo di lettura: 2 min


Turi, il luogo dove Gramsci imparò a resistere con le parole
Turi non è un luogo dell’anagrafe di Antonio Gramsci, ma lo è della sua resistenza. Qui, tra il 1928 e il 1933, in una cella illuminata anche di notte, il pensiero divenne rifugio e arma. Nei silenzi del carcere presero forma i Quaderni, mentre la presenza discreta di Tatiana Schucht e le voci di chi lo incontrò trasformarono la reclusione in memoria condivisa.

TuriBorgoAntico
12 genTempo di lettura: 3 min
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