La Vinella’s Family
- TuriBorgoAntico

- 27 mar
- Tempo di lettura: 3 min
Centoventi anni dopo, il cerchio si chiude

Ci sono storie che attraversano l’oceano. Storie che partono da un porto, cambiano cognome a Ellis Island e restano sospese per più di un secolo, in attesa di essere ritrovate.
Questa è una storia che comincia nel 1903.Da Turi, due fratelli — Giovanni e Giangiuseppe Vinella — si imbarcano a Napoli diretti verso l’America. Come tanti altri, inseguono il sogno di un riscatto economico, di un futuro diverso, di una dignità conquistata con il lavoro.
Sbarcano a Ellis Island, dove spesso i cognomi si trasformano. Vinella diventa Vinelli. Una lettera cambiata, una radice apparentemente spezzata. Ma solo in apparenza.
Negli Stati Uniti lavorano alla manutenzione delle nuove strade in costruzione. Fanno anche i postini — e viene da sorridere immaginare come potessero consegnare lettere senza conoscere una parola d’inglese. Eppure lo facevano. Perché chi parte impara in fretta. E perché la necessità è una lingua universale.

Nel 1906 Giovanni torna in Italia per prendere moglie e figli e riportarli con sé negli Stati Uniti. La famiglia cresce: nove figli, una nuova vita oltreoceano.Giangiuseppe, invece, rientra definitivamente in Italia nel 1909. L’anno successivo sposa Maria Giovanna Colapietro. È lui il bisnonno di questa storia, padre della nonna Maria Vinella.
La memoria, a volte, è l’unico filo che tiene insieme i secoli.
Durante il periodo delle restrizioni Covid, le telefonate alla nonna Maria diventano quotidiane. Due, tre volte al giorno. Non solo per compagnia, ma per custodire racconti. E proprio in una di quelle conversazioni riaffiora il ricordo di uno zio partito per l’America molto prima della sua nascita.
«Chissà dove sono… so che avevano avuto molti figli…»
Una frase semplice. Ma sufficiente ad accendere una ricerca.
Inizia così un viaggio tra documenti, registri, date di nascita, archivi navali. Fino a quando, in un elenco di trasporto, compare un cognome: Vinelli, da Turi. Una piccola deviazione ortografica, probabilmente avvenuta all’arrivo a Ellis Island.
Da quel momento, la ricerca si sposta negli Stati Uniti.
E poi accade l’incontro.
Il primo nome è Mindy Vinelli Marchetti.Un messaggio, un contatto, una verifica dell’albero genealogico. Tutto combacia. E la sorpresa è reciproca: anche loro stavano cercando i discendenti italiani.
Man mano emergono altri nomi: Bea, John, Beverly, Mary… una famiglia che si ritrova attraverso lo schermo, attraverso fotografie e racconti condivisi.
Ma le radici, prima o poi, chiedono di essere toccate con mano.
Il 7 agosto 2025 Mindy arriva a Turi.

La prima tappa è la casa natale dei bisnonni. Poi il centro storico, la Torre dell’Orologio, la chiesetta di San Rocco, la Grotta di Sant’Oronzo — grazie alla disponibilità del cugino Alberto Lenato. È un itinerario che non è solo geografico, ma identitario.
Mindy riceve i prodotti del territorio: faldacchea, percoche, i sapori che raccontano la terra dei suoi antenati. Ma il dono più grande non è materiale.
Il vero regalo è un pranzo.
Un pranzo con la nonna Maria.
Quattro generazioni sedute attorno allo stesso tavolo. Due donne che non si erano mai conosciute e che condividono sangue, memoria, storia. Si raccontano le rispettive vite — con traduzione, certo — ma con un linguaggio che va oltre le parole.
Grazie alla memoria viva della nonna, centoventi anni di storia familiare si ricompongono in un unico racconto.
Oggi la Vinella’s Family celebra non solo un incontro, ma una continuità ritrovata.Un oceano attraversato due volte: la prima per necessità, la seconda per amore.
E la storia non è ancora completa.
Si sa che Giovanni e Giangiuseppe avevano un altro fratello, Paolo (probabilmente sposato con una Susca), e due sorelle: Angela, sposata con un Valentini, e Francesca, sposata con un D’Addabbo.
Se qualcuno riconosce queste radici, la famiglia è pronta ad accoglierle.
Perché le radici non si perdono. Aspettano solo di essere cercate.

Fonte e crediti
Articolo scritto da Miriam Valentini, adattamento narrativo di un post creato da Mariangela D’Addabbo.
Testimonianza familiare condivisa dalla Vinella’s Family.


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