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Vieni a raccogliere le ciliegie?
🍒 Le ciliegie sono pronte. Tu? Tra pochi giorni si entra tra i filari, si raccolgono a mano e si vive Turi per davvero. Campagna, sapori e luoghi che raccontano una storia. 🔥 Posti limitati. Non aspettare che sia troppo tardi. 📩 Prenota ora.



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Tra pietre e storie
di un borgo autentico
Scopri l’incanto del borgo antico di Turi, tra vicoli di pietra, piazze nascoste e storie secolari. Un percorso che ti porta indietro nel tempo, per vivere l’autenticità di un luogo ricco di cultura, tradizione e fascino.


Quando arriva la papagna
Nel dialetto turese esistono termini che sembrano semplici, quasi banali, eppure custodiscono storie sorprendenti. Sono parole nate dalla vita quotidiana, dal lavoro nei campi, dalle abitudini delle famiglie e da quel sapere popolare che per secoli è stato tramandato senza libri, ma attraverso i racconti degli anziani.

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18 giuTempo di lettura: 2 min


Quando il tempo prende forma: la torre di San Giovanni e la misura di un paese
Alla fine dell’Ottocento, questa domanda attraversa il Consiglio comunale, entra nei dibattiti, si insinua tra le carte e le perizie. Il sindaco Nicola Orlandi lo dice chiaramente: un paese civile ha bisogno di un’opera utile, ma anche decorosa, capace di appartenere a tutti. L’idea iniziale guarda al Palazzo Municipale, immaginando un orologio che si integri alla sua architettura, quasi a voler fissare il tempo dentro il luogo delle decisioni.

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12 giuTempo di lettura: 2 min


Radici che attraversano il mare
Nel 2004 Gary arriva a Turi insieme a sua moglie Margot. Non è un turista, non è un semplice visitatore: è un uomo che cerca. Cerca risposte, volti, tracce. Cerca di dare un senso a una storia che per anni è stata fatta più di supposizioni che di certezze. Ad accoglierlo ci sono mani familiari, quelle della cugina Maria e di suo marito Franco Cannataro, custodi inconsapevoli di un pezzo di quel passato.
Quando varca la soglia della casa dei nonni, in via Nardelli 11, il temp

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8 magTempo di lettura: 3 min


Vito Leonardo di Tonno (1660–1730)
Vito Leonardo di Tonno (1660–1730), nato a Turi, entrò giovanissimo tra i Padri Scolopi, unendo formazione spirituale e sapere tecnico. Trasferitosi a Castelnuovo (Manduria), si affermò come architetto di grande valore, ricordato come architectus peritissimus. Le sue opere riflettono un’architettura sobria e funzionale, intesa come strumento educativo. Uomo di carità e rigore, destinò ogni risorsa ai poveri e alle fabbriche dell’Ordine.

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15 aprTempo di lettura: 2 min


I ragazzi di Turi e il sogno dell’educazione
Tra il 1630 e il 1718 Turi fu teatro di una rivoluzione silenziosa: ventinove giovani, figli di famiglie modeste, entrarono nell’Ordine delle Scuole Pie seguendo l’ideale educativo di San Giuseppe Calasanzio. La Casa degli Scolopi divenne un centro di istruzione e riscatto sociale, formando educatori, architetti e religiosi attivi nel Regno di Napoli. Un’eredità culturale ancora visibile, che testimonia come l’istruzione abbia cambiato il destino di una comunità.

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20 marTempo di lettura: 2 min


Il Calvario che resta.
Il Calvario ligneo del Seicento nella chiesa di San Giovanni Battista a Turi è un’opera di intensa spiritualità e silenziosa poesia. Attribuito a fra Angelo da Pietrafitta e databile intorno al 1697, invita alla contemplazione attraverso una scena composta e profondamente devozionale. Al centro, il Cristo sembra accogliere lo sguardo e la preghiera della comunità, che secondo la leggenda lo ha visto “scegliere” Turi, restando nei secoli segno identitario e presenza viva.

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6 marTempo di lettura: 2 min


Volti di pietra contro il male: le maschere apotropaiche di Turi
A Turi sopravvivono circa trenta maschere apotropaiche, volti umani scolpiti su archi, portoni e finestre con funzione protettiva contro spiriti avversi e malocchio. Realizzate soprattutto tra gli anni Dieci e Venti del Novecento, presentano espressioni grottesche pensate per spaventare il male. Oggi molte sono degradate, ma restano preziose testimonianze dell’immaginario popolare e dell’identità storica del paese.

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23 febTempo di lettura: 3 min


“Jèje figghie alla gaddìna bianghe”
“Jèje figghie alla gaddìna bianghe” è un modo di dire del dialetto di Turi che indica chi gode di privilegi o attenzioni particolari. L’espressione affonda le radici nella locuzione latina gallinae filius albae e in una leggenda legata a Livia Drusilla, moglie di Augusto, per cui una gallina bianca era simbolo di buon auspicio. Il dialetto trasforma così una storia antica in ironia popolare e memoria collettiva.

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13 febTempo di lettura: 1 min


Meh: l’espressione multifunzionale del parlato pugliese
“Meh” nel contesto pugliese non è tanto una parola con un significato fisso, quanto un’unità espressiva flessibile, capace di veicolare molti significati con una sola tonalità di voce — un po’ come uno sguardo, un’alzata di spalle o un’espressione del viso, ma verbalizzata. Questa qualità lo rende un tratto distintivo della comunicazione quotidiana, non solo nei dialetti, ma anche nella cultura popolare contemporanea.

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6 febTempo di lettura: 2 min


Dietro le grate, la vita
Dietro le grate del monastero di Santa Chiara a Turi, nel Seicento segnato da peste, carestie e povertà, la vita delle Clarisse si consuma tra fame, silenzio e disciplina. La Santa Visita del 1659 rivela conti in rosso, rendite perdute e vitto ridotto al minimo. Tra doti onerose, malattie e clausura sempre più rigida, le monache resistono: una comunità fragile ma tenace, che trasforma la privazione in testimonianza silenziosa.

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2 febTempo di lettura: 3 min


“Proteggerò e salverò questa città” Sant’Oronzo, promessa scolpita nella pietra di Turi
Il monumento a Sant’Oronzo di Turi, realizzato tra il 1916 e il 1917, nasce dal voto di Gennaro Valerio dopo una guarigione inattesa. In pietra tufacea, la statua racconta una devozione profonda e popolare, scolpita nei simboli episcopali e nelle parole incise sul basamento: “Proteggerò e salverò questa città”. Un’opera che unisce fede, memoria ed emigrazione, diventando promessa collettiva e segno identitario della comunità.

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19 genTempo di lettura: 2 min


Il più giovane dei Caduti. Bersagliere Giuseppe Fortunato (Turi, 24 settembre 1899 – Monte Corno, 4 marzo 1918)
nacque a Turi nel 1899 e morì a soli 18 anni sul Monte Corno, il 4 marzo 1918. Contadino, figlio di una famiglia semplice, fu chiamato alle armi giovanissimo e assegnato ai Bersaglieri. La sua vita si spezzò tra gelo, fango e combattimenti della Grande Guerra. Ricordarlo significa dare voce a una generazione sacrificata troppo presto e custodire una memoria che appartiene a tutta la comunità.

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16 genTempo di lettura: 2 min


Turi, il luogo dove Gramsci imparò a resistere con le parole
Turi non è un luogo dell’anagrafe di Antonio Gramsci, ma lo è della sua resistenza. Qui, tra il 1928 e il 1933, in una cella illuminata anche di notte, il pensiero divenne rifugio e arma. Nei silenzi del carcere presero forma i Quaderni, mentre la presenza discreta di Tatiana Schucht e le voci di chi lo incontrò trasformarono la reclusione in memoria condivisa.

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12 genTempo di lettura: 3 min


Giovanni Maria Sabino, il suono che nasce a Turi e attraversa Napoli
Giovanni Maria Sabino (1588–1649), nato a Turi, è una figura chiave della nascente Scuola musicale napoletana. Compositore e sacerdote, visse il passaggio dal Rinascimento al Barocco, unendo rigore liturgico e intensa espressività. I suoi mottetti, salmi e cantate dialogano con la grande musica europea del Seicento. Oggi la sua opera rivive grazie all’Ensemble barocco “Giovanni Maria Sabino”, che restituisce voce a una musica di profonda bellezza.

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7 genTempo di lettura: 2 min


Tra luce e sacrificio: la Natività e la Crocifissione di Samuele Tatulli nella Chiesa delle Clarisse di Turi
Nella Chiesa delle Clarisse di Turi, la Natività con San Marco e la Crocifissione di Samuele Tatulli raccontano l’intero arco della vita di Cristo: dalla luce della nascita al sacrificio della croce. Due tele speculari, attribuite al pittore pugliese grazie agli studi di Giovanni Boraccesi, dialogano tra colore, dolore e speranza, offrendo una meditazione visiva intensa, segnata dal tempo ma ancora capace di parlare al cuore.

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27 dic 2025Tempo di lettura: 3 min


L’evoluzione urbanistica di Turi: tra castello, mura e borghi
Evoluzione urbanistica di Turi

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12 dic 2025Tempo di lettura: 2 min


PRESENTAZIONE DEL PROGETTO “TuriBorgoAntico”
Verso una nuova strategia di valorizzazione e sviluppo turistico del territorio di Turi

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27 ott 2025Tempo di lettura: 1 min


Il convento di Santa Chiara a Turi: storia, segreti e tradizioni di un tesoro nascosto
Il convento di Santa Chiara a Turi, oggi Biblioteca Comunale, racconta secoli di storia e tradizione. Fondato nel 1623, ospitava le suore clarisse, impegnate in preghiera, artigianato e cucina, dove nacquero ricette tradizionali come la faldacchea di Turi, oggi Presidio Slow Food. Il complesso resta simbolo di devozione, lavoro e sapienza femminile nel borgo turese.

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19 ott 2025Tempo di lettura: 2 min


Chiesa di Santa Chiara a Turi: il segreto delle Clarisse e l’opera dei Sanmartino
Nel cuore del centro storico di Turi, dietro la semplice facciata in pietra della Chiesa di Santa Chiara, si cela un patrimonio di arte e spiritualità unico in Puglia. Fondata nel 1623 per volontà dei fratelli Elia e Vittore de Vittore, la chiesa nacque insieme al convento delle Clarisse, che qui condussero per secoli una vita di clausura, preghiera e lavoro.

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19 ott 2025Tempo di lettura: 2 min


La leggenda perduta della chiesetta di San Nicola a Turi, memoria di pietra e di voce
Un tempo, accanto al Castello Marchesale di Turi, sorgeva una piccola chiesetta dedicata a San Nicola. Secondo la tradizione popolare, l’affresco del santo continuava a riapparire anche dopo essere stato coperto di calce, alimentando fede e stupore tra i cittadini.
La storia documentata parla di restauri già nel Seicento, ma col tempo l’edificio fu trasformato in abitazione e infine demolito nel 1970 per fare spazio a una piazzetta, senza studi archeologici. Oggi resta solo i

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28 ago 2025Tempo di lettura: 2 min
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