La pietra che prega. Stefano da Putignano e il Rinascimento pugliese
- TuriBorgoAntico

- 30 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 25 gen
Dove la pietra diventa devozione e il Rinascimento parla pugliese
Ci sono luoghi in cui la pietra non è solo materia, ma memoria viva. A Turi, nella penombra silenziosa della Chiesa Madre, il Rinascimento non arriva in punta di piedi: si manifesta.È il Rinascimento di Stefano da Putignano, scultore e architetto del Quattro-Cinquecento, capace di dare forma alla fede, al dolore e alla speranza di un intero territorio.
Le sue Madonne non guardano dall’alto: restano. Restano accanto ai fedeli, con volti solenni e umanissimi, con panneggi che sembrano respirare, con Bambini scolpiti non per perfezione anatomica ma per intensità simbolica. La Madonna di Terrarossa, miracolosamente conservata nella sua policromia originaria, è una di queste presenze: un’opera che attraversa cinque secoli senza perdere voce.


In un Sud lacerato da guerre, dominazioni straniere, pestilenze e carestie, Stefano scolpisce immagini che diventano rifugio. La Puglia, allora, non è periferia ma crocevia: di materiali, di modelli, di linguaggi che arrivano dal Nord e da Venezia, filtrati però da una sensibilità locale, aspra e autentica. È qui che nasce uno stile unico, a metà tra romanico persistente e Rinascimento maturo, dove la monumentalità prevale sulla grazia e la realtà non viene mai addolcita.
Stefano si firma architectus. Non è un dettaglio. Significa che le sue opere non sono solo statue, ma progetti di spazio e di senso. Le figure abitano edicole, nicchie, altari: non decorano, costruiscono. Mani segnate, vene in superficie, volti scavati: ogni dettaglio è una dichiarazione di verità.
Accanto alle Madonne, i Santi, le Pietà, la Trinità di Turi, i presepi: un repertorio vasto, ma coerente, pensato per una devozione concreta, quotidiana, popolare. In queste sculture la fede non è astratta: è corpo, peso, silenzio.
Riscoprire oggi Stefano da Putignano significa rimettere il Sud al centro del racconto artistico italiano. Significa riconoscere che il Rinascimento non è stato uno solo, e che anche la Puglia ha saputo parlare un linguaggio universale, scolpito nella pietra e nel tempo.
Credits editoriali
Testo rielaborato da materiale storico-artistico pubblicato in:
Il Paese, inserto culturale, maggio 2018 Speciale su Stefano da Putignano
Articoli originali: Giovanni Lerede con contributi critici e storici di Clara Gelao
Fotografie delle opere: Giovanni Lerede




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